L’ipotesi di una nuova “spending review” estiva sta tornando alla
ribalta in queste ore e, a pensarci bene, non sarebbe neppure una cosa
tanto strana.
Se non si possono aumentare le tasse, arrivate già a livelli difficilmente sopportabili, se si vuole cancellare l’Imu o perlomeno rinviarla di alcuni mesi, se non si intende ritoccare l’Iva per evitare ulteriori effetti recessivi e se neppure si vuole bloccare subito l’acquisto degli F35 (un miliardo di euro è la spesa prevista per i primi tre aerei) è ovvio che non ci sono molte altre strade: bisogna rivedere la spesa pubblica, anche perché – ad essere pratici – bisogna ammettere che la stessa lotta all’evasione non dà risultati immediati.
Se non si possono aumentare le tasse, arrivate già a livelli difficilmente sopportabili, se si vuole cancellare l’Imu o perlomeno rinviarla di alcuni mesi, se non si intende ritoccare l’Iva per evitare ulteriori effetti recessivi e se neppure si vuole bloccare subito l’acquisto degli F35 (un miliardo di euro è la spesa prevista per i primi tre aerei) è ovvio che non ci sono molte altre strade: bisogna rivedere la spesa pubblica, anche perché – ad essere pratici – bisogna ammettere che la stessa lotta all’evasione non dà risultati immediati.