Visualizzazione post con etichetta riforme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riforme. Mostra tutti i post

giovedì 30 ottobre 2014

Riforme: Ecco come sarà il nuovo sostegno

Nell’ambito della riforma della scuola, cambiamenti significativi riguarderanno il sostegno scolastico e gli interventi di inclusione dei disabili. Sarà anche prevista una maggiore formazione per gli insegnanti sulle diverse disabilità.

domenica 26 maggio 2013

Le priorità del ministro Carrozza

Quali sarebbero le priorità del ministro nel caso che il governo accordasse al Miur maggiori risorse finanziarie? Non parliamo qui del comparto università-ricerca, i cui problemi e le cui urgenze l’attuale ministro peraltro conosce bene per la sua esperienza professionale, e che non potranno essere ignorate.

venerdì 24 maggio 2013

IN FRANCIA SI LAVORA PER MODIFICARE ORARI E STIPENDI DEI PROFF

Secondo la Corte dei conti francese i docenti non hanno tutti le stesse competenze e le stesse aspirazioni e gli alunni non sono tutti uguali in tutte le scuole, ragion per cui pone con forza la necessità di superare definitivamente lo Stato giuridico degli insegnanti del 1950 per affermare il principio di efficacia ed efficienza nonchè una specifica attenzione ai bisogni reali degli alunni e alle grandi differenze fra le varie situazioni locali.

sabato 4 maggio 2013

Non ci saranno più tagli all'Istruzione, anche perchè è rimasto poco da tagliare

Il nuovo ministro dell’Istruzione, Maria Grazia Carrozza, per il momento non se la sente di impegnarsi. Rilascia interviste col contagocce. E quando è tirata per la giacca da giornalisti, su quel che vorrebbe fare, si esprime per concetti generali: indicando, ad esempio, la volontà di continuare ad informatizzare il settore, a valorizzare i docenti e a mettere gli edifici scolastici in sicurezza.

giovedì 2 maggio 2013

Per il neo ministro è da cambiare solo la riforma dell'Università?

E la burocrazia, dice la ministra, si combatte con la collegialità, come la volontà di riforma, che se si vuole occorre “che tutti si sia parte di un’unica quadra e non si fanno mai le cose da soli, ma insieme. Anche nel governo. I problemi della scuola e dell’università non saranno solo del mio Ministero, ma di tutto l’esecutivo. Se ragioniamo così riusciremo ad affrontare le difficoltà e a fare, spero, qualcosa di utile” .

giovedì 18 aprile 2013

Nel documento dei saggi non vi è traccia degli insegnanti




L’Apef, associazione professionale di insegnanti, lamenta che nel documento dei cosiddetti ‘Saggi’ proprio gli insegnanti siano praticamente ignorati. “Sembra che gli estensori del documento, come i nostri politici, pur attentissimi ai problemi del disagio giovanile”, si legge in un comunicato, “non si rendano conto di quello attuale degli insegnanti e della loro situazione di ‘sofferenza professionale’, testimoniata dalle cronache di ogni giorno.

venerdì 12 aprile 2013

Ecco cosa intendono fare della scuola i 10 saggi

“Questo documento non è un programma di Governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine. Non può essere e non è un manifesto politico. Non è neanche una mera nota descrittiva dei problemi”.
Questo quanto si legge nella premessa del documento prodotto dai dieci saggi voluti dal Presidente della Repubblica, ed allora se il documento realizzato non è né un programma di Governo, né un manifesto politico, che cosa è?

lunedì 18 marzo 2013

La Fornero di fatto ha penalizzato i precari

La riforma Fornero ha ridotto di almeno un terzo il pensionamento dei docenti che, fino all'anno scorso, avrebbero potuto accedere a questo diritto con 60/61 anni d'età e 35/36 anni di contributi, ma saranno costretti a lavorare per almeno altri 5 anni.

mercoledì 10 ottobre 2012

DDl Aprea, ecco come cambierà la Scuola

AUTONOMIA STATUTARIA: alle istituzioni scolastiche “è riconosciuta autonomia statutaria”. Gli statuti regolano “l'istituzione e la composizione degli organi interni, nonchè le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica”. Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche promuovono "il patto educativo tra scuola, studenti, famiglia e comunià locale" con particolare attenzione al "diritto all'apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita della scuola", al "dialogo costante tra l'espressione della libertà di insegnamento della funzione docente e la libertà e responsabilità delle scelte educative delle famiglie" e alle "azioni formative ed educative in rete nel territorio, quali piani formativi territoriali".

martedì 2 ottobre 2012

Il ministro Profumo pensa ai ponti

"Il lavoro è il bene più grande e deve sempre essere valorizzato. Esiste una domanda per alcuni lavori che è stata trascurata negli ultimi anni Il nostro obiettivo è creare un ponte tra scuola e mondo del lavoro". Secondo il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo occorre "una partecipazione maggiore di docenti provenienti dal mondo del lavoro", portando nelle aule una serie di testimonianze, così come avviene già nelle università. Il ministero intende quindi potenziare l'orientamento, in modo che i giovani compiano scelte connesse con le prospettive dell'economia; inoltre, introdurre tirocini ed offrire "una maggiore comunicazione sui mestieri a volte trascurati".

lunedì 1 ottobre 2012

Francia: gli istituti tecnici sulla via della liquidazione


Sito Norberto Bottani  -  28 settembre 2012


Una stranezza di alcuni sistemi scolastici come quello francese o italiano è giunta al bivio : o la si perpetua o la si elimina. Questa stranezza sono gli istituti tecnici o i licei tecnologici, sorti poco per volta accanto ai licei tradizionali per accogliere e promuovere, questa era la giustificazione principale, studenti non in grado di seguire corsi esigenti di cultura generale come quelli proposti nei licei tradizionali (classico o scientifico che sia, variamente modulati in sottosezioni come il liceo socio-economico o quello linguistico) e quindi per democratizzare gli studi, valorizzare il capitale umano, ecc. ecc. Gli istituti tecnici erano invece gli eredi di una tradizione di formazione specialistica professionale che fu gloriosa ma che i sistemi scolastici contemporanei, almeno in Francia e in Italia, non non stati in grado di preservare.

domenica 23 settembre 2012

Ecco tutti i numeri della scuola italiana

Il Miur, il ministero insomma, ha comunicato una serie di dati che riguardano l’anno scolastico 2012-2013, e si riferiscono alla scuola dell’intera penisola. Vediamo insieme questi dati. Gli studenti che siedono tra i banchi quest’anno sono 7.862.740, comprese ogni genere di scuola e ogni grado. Rispetto all’anno precedente si sono iscritti di 36.238 unità, così distribuiti: +3.146 nella scuola dell’infanzia, +11.097 nella primaria, + 20.891 nella secondaria di II grado, mentre nella secondaria di I grado si assiste ad una diminuzione pari a 4.461 studenti. Le classi attivate sono in tutto 365.255, per una media di oltre 21,5 studenti (il mezzo è da “pollo di Trilussa, si sa) per classe. Gli insegnanti assunti dal Miur con contratto tempo indeterminato sono 625.878, ai quali vanno aggiunti circa 200 mila precari assunti a settembre e licenziati a giugno, di materie specifiche o di sostegno.

mercoledì 19 settembre 2012

Si va spediti verso l'aziendalizzazione della scuola

E’ quanto leggiamo in un comunicato della Flc-Cgil che sottolinea, come ha fatto pure il Pd, attraverso capogruppo democratica della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia, il superamento della discriminazione del personale Ata che vede ripristinato il proprio diritto alla rappresentanza nel Consiglio dell’autonomia; come è anche ripristinata la rappresentanza paritetica fra genitori e alunni nella secondaria superiore.

giovedì 13 settembre 2012

Il ministro con la scusa dell'Europa vuole tagliare un anno di scuola

La vecchia proposta dell’ex ministro Luigi Berlinguer riappare sul palcoscenico delle più che probabili contestazioni: quella di ridurre di un anno il percorso dell’istruzione secondaria superiore. Detta in soldoni, ma che poi sarebbe la contrazione di un anno spalmata, diciamo così, tra secondaria di primo e di secondo grado. In ogni caso il principio è sempre quello di allinearsi all’Europa dove ci si diploma un anno prima che da noi, a 18 anni anziché a 19.