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mercoledì 10 ottobre 2012

DDl Aprea, ecco come cambierà la Scuola

AUTONOMIA STATUTARIA: alle istituzioni scolastiche “è riconosciuta autonomia statutaria”. Gli statuti regolano “l'istituzione e la composizione degli organi interni, nonchè le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica”. Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche promuovono "il patto educativo tra scuola, studenti, famiglia e comunià locale" con particolare attenzione al "diritto all'apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita della scuola", al "dialogo costante tra l'espressione della libertà di insegnamento della funzione docente e la libertà e responsabilità delle scelte educative delle famiglie" e alle "azioni formative ed educative in rete nel territorio, quali piani formativi territoriali".

Ghizzoni PD e Aprea PDL applaudono la legge che "privatizza" la scuola

Dice Ghizzoni: ''Oggi, dopo tre anni dalla presentazione del testo originario, abbiamo approvato una norma profondamente trasformata''. ''La legge affronta il tema della governance e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche - continua - e, cosi' riscritta, e' in grado di garantire la partecipazione della comunita' scolastica tutta alla vita degli istituti, delineando un modello di scuola partecipata. Altresi' assicura che l'autonomia resti ben ancorata non solo al rispetto degli indirizzi individuati dalla legislazione nazionale e del dettato costituzionale, ma anche al principio della responsabilita', al patto di corresponsabilita' e alla rendicontazione sociale''.

martedì 9 ottobre 2012

Il DDL Aprea non privatizza la scuola, parola di Ghizzoni PD

Chi critica, tra alcuni sindacati e gli studenti, la proposta “dovrebbe prima leggerla bene”, dice la Ghizzoni. “Il testo è profondamente diverso rispetto a quello iniziale del 2008 e abbiamo tenuto conto in sede emendativa proprio delle richieste del mondo sindacale e delle associazioni. Anche quelle giunte informalmente, in un dialogo proseguito dopo le audizioni.” Inoltre, dice sempre il presidente della commissione cultura, non c’è alcun rischio di sprecare i circa 2 miliardi di finanziamento alle scuole per il funzionamento alle supplenze, a cui si aggiungono 3,5 miliardi nell'arco di un quinquennio di fondi Ue, “perché, al di là dei controlli ministeriali e di legittimità, tutti gli istituti saranno tenuti alla rendicontazione pubblica, un bilancio di quanto fatto e degli effetti avuti rispetto agli obiettivi, che ad oggi è solo a livello sperimentale. La riforma incentiva la responsabilità della scuola verso tutta la comunità.”