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domenica 30 settembre 2012

TFA, fioccano i ricorsi e arrivano le sentenze

Il numero di corsisti che parteciperanno ai Tfa normali potrebbe crescere ulteriormente. Dopo l’allestimento delle commissioni ministeriali, che hanno appurato l’inesattezza di migliaia di quesiti presentati ai candidati in occasione dei test preselettivi svolti nel mese di luglio, ammettendo di conseguenza alle prove scritte altri 20mila aspiranti (per un totale di 47mila ammessi), stavolta il ripescaggio potrebbe arrivare dalle aule dei tribunali. Almeno questa è la forte sensazione, dopo la pubblicazione dell’ordinanza 3527/12, attraverso cui il Tar del Lazio ha ammesso con riserva alle prove centinaia di ricorrenti. Il motivo? I troppi quesiti sbagliati, intercettati solo in parte delle commissioni “riparatrici” allestite dal Miur in tempo record nella prima decade di agosto.

venerdì 27 luglio 2012

I precari hanno diritto agli scatti di anzianità!

Secondo i giudici del lavoro i precari della scuola hanno diritto agli scatti stipendiali e il loro stato di “stagionali”, con inizio del lavoro a settembre e termine a giugno per poi ripartire, non può togliere un beneficio concesso ai colleghi di ruolo.
La ripartenza ogni anno da zero dello stipendio, che non accumula gli scatti, non è legale e così i ricorrenti al giudice del lavoro si vedranno riconoscere prima di tutto gli arretrati ma anche crescere il loro stipendio che dovrà tener conto della "carriera".

sabato 23 giugno 2012

precari, molte sentenze a loro favore

Mentre si parla e si legifera sempre più insistentemente su temi riguardanti la revisione della spesa pubblica, tema ormai sempre più riassumibile con l’abusato termine “spending review”, fa davvero pensare che lo Stato debba continuare a risarcire un numero sempre più alto di precari della scuola con decine di migliaia di euro ciascuno. A stabilire l’entità degli indennizzi, quasi sempre derivanti dall’adozione di supplenze reiterate, ben oltre il limite massimo dei tre anni indicati dall’Ue, sono i tribunali italiani. Che di fronte alle richieste dei supplenti “eterni”, sembrano ormai sempre più spesso orientati ad accogliere i ricorsi. Con il ministero dell`Istruzione, di conseguenza, condannato all’esborso di cifre tutt’altro che simboliche.