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di A.G.
Mancano ancora tanti pezzi per comporre il sempre più complicato puzzle sui Tfa abilitanti. Almeno a detta dei sindacati, che hanno reso noto i particolari dell’incontro (in alcuni tratti molto vicino allo scontro tra le due parti) tenuto il 14 maggio al ministero dell’Istruzione con l’amministrazione rappresentata dal capo dipartimento, Lucrezia Stellacci, dal direttore generale del personale scolastico, Luciano Chiappetta, e dal direttore generale dell’Università, Daniele Livon. A far partire l’incontro su un binario inatteso è stata la novità, espressa dai rappresentanti dell’amministrazione, di avviare la preselezione non sulle classi di concorso ma utilizzando ambiti disciplinari in alcuni casi veramente troppo allargati (con il caso limite della A050 o A051 congiunta ad A036 e A037). I sindacati hanno anche chiesto di permettere ai candidati di partecipare alle selezioni senza precludersi l’accesso alle prove evitando di organizzarle in contemporanea.
Ma il punto che farà sicuramente
molto discutere nei giorni a venire è quello sul servizio necessario per
accedere ai corsi riservati (la cui partenza, tra l’altro, è stata
inaspettatamente posticipata di diversi mesi): l’amministrazione ha di
fatto ridotto la platea di possibili candidati ai minimi termini. Per
farlo ha deciso di rendere validi i 180 giorni minimi annui
esclusivamente attraverso la stipula di contratti annuali o al termine
delle lezioni (valgono quelli a partire dal 1999). Oppure che comportino
comunque la continuità per 6 mesi. Tutti gli altri generi di supplenze,
che sono la maggior parte, sarebbero escluse. Significativo, a tal
proposito, il commento della Uil Scuola, sindacato da sempre tra i più
moderati ma che non nasconde la sorpresa nell’aver appreso certe
intenzioni del Miur: “A nostro
parere, per evitare contenzioso ed al fine del raggiungimento dei giorni
richiesti, deve essere prevista la cumulabilita' dei servizi. In
passato, per la valutabilità dei 180 giorni di servizio non è stata mai
necessaria la continuità, quindi per la Uil questo servizio deve essere
riconosciuto anche se prestato in modo non continuativo. Non si può,
adducendo argomentazioni giuridico-europee, restringere la platea dei
possibili partecipanti introducendo il requisito dei tre anni (540
giorni) e della non cumulabilità dei servizi, che - conclude il sindacato di Di Menna - nulla hanno a che vedere con l’esperienza maturata in servizio”.Buone
notizie, invece, per i candidati ad abilitarsi nella scuola d’infanzia e
primaria, come previsto dal D.M. 10 marzo 1997: a quanto riferisce lo
Snals, “i rappresentanti del Miur hanno garantito che” il bando sarebbe addirittura “imminente, entro la fine del mese”. Tanto che sarebbe in arrivo “una convocazione su questo aspetto per la presentazione delle bozze relative alla concreta attivazione di questi corsi”.
Buone nuove anche per gli interessati ai corsi abilitanti Afam (art. 15
decreto 249/2010): ebbene, dal dicastero di viale Trastevere hanno
spiegato che vogliono accelerare i tempi di pubblicazione del bando. In
modo da rendere operativi i corsi in sovrapposizione del prossimo anno
scolastico. Molte meno chance hanno invece di essere banditi i Tfa per
le classi di concorso con poche disponibilità di posti. E lo stesso
dicasi per gli Itp (anche se su questo punto il Miur ha detto che non se
ne parla solo per il momento).
Capitolo concorsi. Il Miur ha confermato l’intenzione di avviare i bandi
di concorso solo laddove vi sono carenze di posti. Sembra che però, a
differenza dei Tfa, verranno “agganciati” alle nuove classi di concorso.
Che, come avevamo preannunciato, saranno pronte per l’inizio della
prossima primavera.
In conclusione Tfa riservati e
concorso pubblico partiranno molto più avanti dei Tfa. Tanto che la
Snals è arrivato a dichiarare: “stante la situazione sopra descritta,
in particolare in relazione alle incertezze sia normative e temporali
che dei requisiti necessari per l’eventuale attivazione e partecipazione
del ‘Tfa semplificato-riservato’, ci pare opportuno invitare il
personale non abilitato a iscriversi al Tfa ordinario”. Con i gestori degli atenei che, ancora una volta, si ritroveranno a sorridere sotto i baffi.
fonte: La Tecnica della Scuola