La Corte dei Conti nella nota
di sintesi della relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico fa
presente che nel 2010 i permessi sindacali nel settore pubblico sono
costati all'Erario 151 milioni di euro: lo scrive il Sole 24 Ore
Ma la Corte spiega pure che “la fruizione dei diversi istituti
(aspettative retribuite, permessi, permessi cumulabili, distacchi)
relativamente al 2010 può essere stimata come equivalente all'assenza
dal servizio per un intero anno lavorativo di 4.569 unità di personale, pari a un dipendente ogni 550 in servizio”.
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martedì 15 maggio 2012
martedì 8 maggio 2012
Distacchi: tanto rumore per nulla
di Pasquale Almirante
Anche una interpellanza parlamentare è partita per sapere “quali accorgimenti il ministro dell'istruzione abbia posto o intenda porre in essere per contenere il fenomeno dei distacchi del personale”. Ma forse si esagera un po’. Sarebbero circa 10mila i docenti in giro, cioè fuori dalle loro classi, in ottemperanza alle disposizioni che consentono loro distacchi e comandi assegnati a vario titolo e all’interno dei quali si trovano pure 4.500 professori esonerati per motivi di salute. Un gruppo inoltre di quasi 1.000 professori sarebbe in esubero per causa dei tagli alle cattedre e che andrebbe ricollocato. Cifre dunque di poca consistenza ma che sono sufficienti per mettere in campo lamentazioni di sprechi, assai lontani tuttavia dai veri buchi neri dove la spesa pubblica si perde nella sua vasta immensità.
Anche una interpellanza parlamentare è partita per sapere “quali accorgimenti il ministro dell'istruzione abbia posto o intenda porre in essere per contenere il fenomeno dei distacchi del personale”. Ma forse si esagera un po’. Sarebbero circa 10mila i docenti in giro, cioè fuori dalle loro classi, in ottemperanza alle disposizioni che consentono loro distacchi e comandi assegnati a vario titolo e all’interno dei quali si trovano pure 4.500 professori esonerati per motivi di salute. Un gruppo inoltre di quasi 1.000 professori sarebbe in esubero per causa dei tagli alle cattedre e che andrebbe ricollocato. Cifre dunque di poca consistenza ma che sono sufficienti per mettere in campo lamentazioni di sprechi, assai lontani tuttavia dai veri buchi neri dove la spesa pubblica si perde nella sua vasta immensità.
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