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martedì 8 maggio 2012

Accordo con i sindacati, gli statali potranno essere licenziati!



I «motivi disciplinari» saranno la chiave per fare licenziamenti individuali. Poi tanta mobilità, precarietà e tenure-track
Tra sindacati, governo e autonomie locali è stata raggiunta la notte scorsa un'intesa per applicare al pubblico impiego i princìpi della «riforma del mercato del lavoro» che sono in discussione in Parlamento e contro cui la Cgil ha proclamato 16 ore di sciopero (comprese otto di mobiltazione generale).
Anche la Cgil, a quel che risulta dalle dichiarazioni contemporanee del ministero della Funzione pubblica e della Cisl (gli unici a prender parola, oltre al sindacato di base Usb, contrario all'intesa) avrebbe dato parere favorevole all'accordo. Aprendo di fatto un problema di credibilità per la mobilitazione tuttora in piedi contro la «riforma»: come si fa a chiamare la gente allo sciopero per impedire una riforma e contemporaneamente firmare accordi che ne accolgono «lo spirito» e le norme?